Le nostre priorità –  Intervista a “Il Mercoledì”

Le nostre priorità – Intervista a “Il Mercoledì”

 

Cari amici, ecco l’intervista che ho avuto il piacere di rilasciare per “Il mercoledì”.

Vi abbraccio, Paolo

Signor sindaco, facciamo il punto di questo inizio mandato. Una vittoria netta e una giunta a tempi di record, ora il primo consiglio comunale fissato per martedì prossimo 13 ottobre che darà il via ufficialmente a questa legislatura. Quale messaggio vuole dare ai cittadini?

“Il primo è un sentimento di gratitudine, avevamo contezza che ci eravamo presi cura di questo comunità. Il risultato, storico, straordinario e irripetibile, ci consegna una grande credibilità ma anche una grande responsabilità, ed è questo il secondo aspetto: a fronte di questa responsabilità garantiamo lo stesso sforzo e lo stesso impegno del primo giorno, affrontiamo l’inizio di un nuovo viaggio in cui resta centrale l’ascolto per intercettare le domande e dare le giuste risposte. Il terzo aspetto riguarda la stessa ragione per cui abbiamo iniziato tredici anni fa questo percorso di cui oggi posso dire di essere fiero, costruire una città diversa ed una nuova classe dirigente in grado di continuare questo percorso anche quando bisognerà cambiare il comandante. Oggi ci sono tutti i presupposti ed insieme alla mia coalizione ed a coloro che l’hanno sostenuta costruiremo il futuro dei prossimi cinque anni”.

Le prime iniziative in agenda?

“La prima è già stata realizzata, con la lettera e richiesta di incontro al presidente Ciro sull’ospedale unico, a cui è collegata la nuova perizia sull’area individuata che seguiremo con attenzione per arrivare alla realizzazione di questa infrastruttura. Abbiamo da subito dato gambe al nostro messaggio, sabato si è svolto il primo caffè col sindaco della nuova legislatura a dimostrazione che l’ascolto non di ferma. Ora faremo il punto sulle grandi opera da concludere, la piscina, il foro boario, la videosorveglianza da completare, il canale scolmatore e la sicurezza del territorio, la metropolitana che dovrebbe arrivare nei primi mesi del 2021 che ci porterà a rigovernare trasporti, senza dimenticare le scuole e i giardini. Ad oggi il segnale maggiore che abbiamo dato è la viabilità dei due ponti, tutti gli altri progetti sono in itinere. Tempi lunghi, certo, ma questi purtroppo sono i tempi delle norme e della burocrazia”.

Nella composizione della Giunta ha mantenuto come nella scorsa legislatura la delega all’urbanistica. Nei 5 anni passati il dibattito si è concentrato sul nuovo piano regolatore. Pensa che sia una esigenza oppure no?

“No, il piano regolatore non è una esigenza, riscrivere i criteri oggi per vederli attuare tra sette anni è inadeguato e inefficace. Lo dimostra il piano del 2000, che parlava di una città di 70mila abitanti. Dobbiamo lavorare su quello che è il piano regolatore di fatto per immaginare le sue declinazioni, a partire dalle aree dismesse. Lo abbiamo fatto per l’ex Dea, ma penso all’Altissimo che rappresenta una chiave per rimmaginare la città, ma anche l’area del nuovo ospedale, che significa occuparsi del distretto industriale e delle borgate interessate. Poi ancora la metropolitana che ci farà mettere mani a San Pietro, la Firsat che assumerà un ruolo di cerniera, la Pozzo Gros Monti che in sinergia con l’ex Dea ci obbligherà ad immaginare una città ed un centro storico diverso. Si tratta di una grossa scommessa per la politica, chiamata a mettere mano alla destinazione urbanistica e sociale della città in una responsabilità a cui non intendo sottrarmi utilizzando tutti gli strumenti a disposizione nell’interesse della città, per sottrarre aree al degrado, alla disperazione e alla povertà. Ne approfitto per rilanciare l’appello ai privati per sedersi intorno ad un tavolo, e cercare un equilibrio per aiutare Moncalieri. Noi siamo pronti”.

Parliamo di ospedale unico. In teoria avrebbe dovuto unire la politica invece le posizioni sono molto variegate con conseguente frammentazione.

“Come maggioranza siamo assolutamente compatti diversamente dal passato, è però urgente procedere. Mi sorprende che questo obiettivo non sia così chiaro per molti colleghi dell’Asl To5, il che ha portato ad una contrapposizione di bandiera. Ritengo che i partiti dovrebbero fare un passo indietro rispetto alle necessità di salute delle persone. I malati hanno bisogno di essere curati e l’emergenza Covid ci ha dimostrato che le attuali strutture, nonostante la grande professionalità degli operatori, sono inadeguate. Non mi spiego le posizioni che sono alla base di altri colleghi, i quali non capiscono che dire no a Vadò significa dire no alla nuova struttura, ovunque”.

Cambiamo discorso, in queste ultime settimane il numero dei positivi e nuovamente aumentato, come pensa di gestire questo autunno che non sarà facile.

“Intanto siamo sicuramente meglio attrezzati rispetto alla scorsa primavera, riusciamo ad individuare prima i contagiati e a monitorarli, anche la questione dei tamponi pur con tutte le difficoltà è migliorata. Gli ospedali oggi sono in grado di riconoscere i primi sintomi, poi è indispensabile rispettare le regole, a partire dall’utilizzo delle mascherine che da lunedì sono obbligatorie anche davanti alle scuole e al rispetto del distanziamento sociale”.

La crisi e stata acuita dalla pandemia, dopo i bonus dei mesi scorsi cosa pensa sia possibile fare a sostegno dei lavoratori, artigiani e piccole imprese?

“Gli aiuti messi in campo dallo Stato, dalla Regione e dal Comune sono stati importanti per dare una risposta immediata al commercio, poi certamente è fondamentale riuscire a passare ad una cornice di sviluppo che non sia prettamente assistenziale e favorire stage e borse lavoro. Una strada che sarà possibile attuare se non ricadremo, come auspico, in situazioni di emergenza, per iniettare risorse, che abbiamo a disposizione, sul sistema produttivo che siano in grado di far muovere le aziende in termini di investimento”.

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